Il “fare qualcosa” nella declinazione local vuol dire fatturato: l’importanza di intercettare il Search Transazionale
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Caro amico imprenditore, chiudiamo il cerchio con l’argomento Search Intent, ossia l’analisi delle intenzioni di ricerca degli utenti, parlando di Search Transazionale.

Dopo quello “Commerciale”, infatti, andiamo ad analizzare quell’intenzione di ricerca in cui l’utente intende acquistare un prodotto/servizio, oppure iscriversi ad una newsletter, o fare un download.

Le query transazionali sono le più importanti da intercettare, perché in queste l’utente ha il chiaro intento di “fare qualcosa” e intercettarle significa:

  1. aumentare il traffico verso il proprio sito web
  2. coinvolgere tutti gli utenti davvero interessati a compiere un’azione ad interessarli ad un’offerta.

Secondo alcuni studi, il 20% delle query effettuate dagli utenti sono di tipo navigazionali e transazionali, cioè, ogni 10 utenti che arrivano su un sito dopo una ricerca su Google, solamente due hanno intenzione di “fare qualcosa”. Ecco, per intercettare questi due utenti bisogna intervenire sul motore di ricerca in modo tale che le query “transazionali” siano da noi interamente captate.

Come intercettare gli utenti che hanno intenzione di “fare qualcosa”

Abbiamo già visto diverse volte che per valutare quale sia il search intent degli utenti è necessario analizzare le chiavi di ricerca più diffuse (e i loro rispettivi volumi di traffico), ed è proprio Google a offrire un aiuto per comprendere gli “intent” di ricerca con il keyword suggest, strumento che mostra le ricerche affini e correlate alla query digitata dall’utente. 

A questo punto è necessario fare una precisazione sul concetto di keyword e su quello di query di ricerca che, tecnicamente, non sono affatto la stessa cosa. 

  • La Keyword ha valore prettamente sintattico e poco specifico e, inoltre, sintetizza più query di ricerca e intenzioni dell’utente;
  • La query di ricerca è invece una “frase” in cui vengono digitate più parole, ed infatti qui  l’intento è chiaro, specifico ed è possibile ottenere risultati precisi e coerenti con l’intenzione dell’utente.

C’è poi la “ricerca correlata“, ossia la ricerca più affine a ciò che si è digitato su Google e che restituisce all’utente i risultati – filtrati attraverso la semantica (l’analisi e lo studio del linguaggio dal punto di vista del significato) -, più adeguati rispetto alla ricerca effettuata.
E sono ricerche correlate anche tutte quelle keywords che Google seleziona e associa alla query quando è presente una probabile Search Intent da parte dell’utente.

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Insomma, sembra davvero complesso, ma in realtà è semplice da comprendere: Google fornisce dei suggerimenti per rendere la tua parola chiave ancora più specifica, oppure, ti propone argomenti molto vicini a quelli che stai cercando.

Differenza tra intenzione di ricerca e keywords correlate

Non sempre gli utenti hanno chiaro come inquadrare la propria intenzione di ricerca. Succede a tutti di non sapere bene cosa cercare, o di non conoscere la parola chiave più indicata per arrivare all’informazione che si vuol trovare; di solito, in questi casi, si digita una query generica o talmente breve da non essere chiaro cosa si sta effettivamente cercando.

È in queste circostanze che Google assiste l’utente con il suo algoritmo basato sulla Search Intent e mostrerà tutti i risultati che potrebbero essere pertinenti con quello che si sta effettivamente cercando, proprio perché specificano ancor di più la query.

Individuare le intenzioni di ricerca per ottimizzare le pagine web non è poi così difficile: si può fare coni diversi tools (anche gratis) che permettono di  comprendere cosa cerchi nello specifico.

Per capire invece in cosa differiscono le keywords correlate, è sufficiente porsi questa domanda: Perché dovrei aggiungere ulteriori keywords alle mie keywords principali? La risposta che noi ti diamo è: “per completezza del contenuto in relazione alla strategia che sorregge il nostro modo di essere online“. Detto in altre parole, il percorso che vogliamo faccia il nostro interlocutore prima di raggiungerci.

Caro amico imprenditore, il fatto è che oggi bisogna essere pronti e preparati perché il Search Intent sta cambiando, così come sta cambiando Google e come stanno cambiando gli utenti.

Questo cambiamento è oggi più sottile, meno evidente? oppure è chiaro, immediato, diretto? Sulla corretta risposta si gioca il futuro di quelle aziende che hanno investito sul web per avere una migliore “visibilità” in relazione all’obiettivo che si sono prefissati e il “Fare Qualcosa“, nella sua declinazione local, significa incidere sulle sorti del fatturato di una azienda.

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